Oggi, una mattina qualunque.
Stanotte ha piovuto tantissimo. La nostra "casa da marajà" non ha superato la prova in modo brillante, come si può vedere.
Ho letto le notizie dei disastri provocati dall'acqua in Italia. Anche qui a guardarsi intorno non c'è da stare allegri. In questi giorni i monsoni stanno concedendo una pausa, ma quando piove la situazione è sempre estrema. Si tratta di temporali simili ai nostri di piena estate, con tuoni e fulmini e rovesci abbondantissimi concentrati in breve tempo: magari piove fortissimo per un'ora, poi smette per tre o quattro ore, poi piove ancora.
Mi sono fatta l'idea che il problema vero, però, non siano la frequenza o l'intensità della pioggia, ma piuttosto l'assoluta assenza di drenaggio e scarico dalle strade.
Ieri e oggi sono giorni di festa in India. Diwali è la festa delle luci, simile all'ebraica Hannuka. Si sta a casa dal lavoro, si fanno scoppiare petardi e fuochi d'artificio, si comprano vestiti nuovi, regali e dolciumi (gli Indiani sono dei veri golosoni!).
Così ieri, a casa da lavoro e da scuola, abbiamo deciso di andare a visitare Pondicherry, città di circa 200 mila abitanti a circa due ore di auto a sud di Chennai. È stata una colonia francese per 280 anni, fino al 1761. La parte della città detta White Town, a oriente del canale che la divide in due, conserva uno spiccato aspetto da città costiera francese: la lunga promenade, ville imponenti e altri piccoli dettagli, come cestini per le cartacce, strade pulite che risaltano ancora di più nel contrasto con la Black Town ovvero la zona Tamil.
Così dice la guida.